Parole intrecciate ecclesiastiche
Spiegazioni dei singoli termini nel gioco delle parole intrecciate:
- ostensorio: L’ostensorio (*monstrance*, dal latino *monstrare*, mostrare, o *custodia*) è un reliquiario vitreo decorato su piede, realizzato in metalli preziosi (più spesso in argento dorato), che appartiene ai vasi sacri (*Vasa sacra*) venerati sugli altari delle chiese cattoliche. Nei tempi più antichi (a partire dal XII secolo circa) serviva per mostrare le reliquie sacre (*ostensio* in latino), ed era quindi originariamente un *ostensorium*, cioè un reliquiario aperto (vetrato, oppure ornato con cristallo di rocca o berillo), detto anche *monstrantia pro reliquiis*.
- ostia: L’ostia (dal latino *hostia* = vittima, animale sacrificale) nella tradizione cristiana indica il pane preparato per la celebrazione eucaristica. Nella maggior parte delle liturgie l’ostia, dopo la consacrazione, è chiamata “corpo di Cristo”; tra le diverse Chiese cristiane non vi è concordia riguardo al modo della presenza di Cristo nella celebrazione eucaristica.
- battesimo: Il battesimo è uno dei sacramenti e rappresenta la purificazione dai peccati e l’unione del credente con Cristo. Le origini della pratica cristiana del battesimo risalgono a Giovanni Battista che, secondo il Nuovo Testamento, battezzò Gesù nel fiume Giordano. La parola *battesimo* in greco è βάπτισμα (*baptisma*), che significa immersione. La Bibbia definisce il battesimo come immersione nell’acqua. Diverse Chiese cristiane amministrano il battesimo, a seconda della tradizione, mediante l’aspersione o per immersione totale nell’acqua.
- diacono: Il diacono (dal greco διάκονος *diákonos*, servitore o anche coppiere) è, nelle Chiese cristiane, la persona incaricata di un ministero di carattere caritativo e amministrativo, che partecipa attivamente alle celebrazioni liturgiche, proclama i testi sacri, insegna la religione e svolge altri compiti simili. Per il suo ministero deve essere ordinato. Nella Chiesa cattolica, ortodossa, anglicana, vetero-cattolica e hussita, il diaconato costituisce il primo grado del sacramento dell’Ordine.
- palla: La palla (talvolta detta anche *pala*) è un quadrato di lino decorato e irrigidito con cartone, con il quale durante la Messa si copre il calice contenente il vino consacrato (sangue di Cristo), per evitare che vi cadano impurità o insetti. Si è sviluppata dalla parte posteriore del corporale ed è utilizzata nella Chiesa cattolica romana e nelle Chiese luterane.
- navicella: La *navicella* (in latino *navicula*) è un recipiente liturgico destinato a contenere l’incenso che il sacerdote aggiunge al turibolo. Tradizionalmente le navicelle avevano la forma dello scafo di una barca, mentre oggi la loro forma è spesso circolare. Durante le celebrazioni la navicella, con il cucchiaino, è portata da un ministrante chiamato *naviculaire*.
- Exsultet: L’*Exsultet* (dal latino “rallegrati”) è, nella liturgia romana, il nome dell’inno pasquale che viene cantato dal diacono all’inizio della veglia pasquale. Si tratta di un canto di lode rivolto al cero pasquale, che è segno di Cristo risorto.
- comunione: La santa comunione (in latino *communio*, condivisione del comune) è, nella Chiesa cattolica, la parte della Messa in cui si riceve il pane e il vino consacrati durante la celebrazione eucaristica.
- tabernacolo: Il tabernacolo eucaristico (chiamato in epoche diverse e a seconda della collocazione anche *sanctuarium* o *sanctuarium*, *pastoforium* oppure *tabernaculum*, dal latino *tabernaculum*) è il luogo più sacro nelle chiese cattoliche, destinato a custodire i vasi liturgici con l’eucaristia. Al *sanctuarium* ha accesso solo il sacerdote o la persona da lui incaricata; nessun altro (ministranti, sacrestani, visitatori della chiesa, ecc.) può introdurvi, prelevarvi o in qualsiasi altro modo manipolare alcunché.
- altare: Il Nuovo Testamento usa la parola *altare* per esprimere il sacrificio di Gesù sulla croce in At 14,13 ed Eb 13,10. Poiché nel cristianesimo non esiste altro sacrificio se non quello dell’unico sacerdote, Gesù Cristo, gli altari non sono intesi dai cristiani nello stesso modo che nelle altre religioni. Per l’altare, inoltre, i cristiani non usarono in latino il termine comune *ara*, ma introdussero un nuovo nome, *altare* (luogo elevato). Nel cristianesimo l’altare è usato come luogo sul quale vengono offerti i doni del pane e del vino durante la celebrazione eucaristica.
- purificatoio: Il purificatoio (dal latino *purificatio*, purificazione) è un telo bianco rettangolare utilizzato durante la liturgia cattolica. Viene piegato in sei parti a formare una striscia stretta che si colloca tra il calice e la palla. Al centro porta solitamente un piccolo crocifisso ricamato, mentre sui lati più stretti può essere ornato con ricami. Durante la maggior parte della celebrazione liturgica si trova sul calice; nella liturgia eucaristica è posto sul corporale.
- corporale: Il corporale è un telo quadrato di lino bianco utilizzato durante la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa cattolica. Sul corporale, durante la Messa, vengono posti la patena, il calice e, eventualmente, anche il ciborio. Nella Messa nella forma straordinaria del rito romano vi si depone anche l’ostia stessa.
- eucaristia: L’eucaristia (dal greco “ringraziamento”) è il rito cristiano che ricorda l’Ultima Cena di Gesù Cristo prima della sua crocifissione. L’essenza del rito è il consumo rituale del pane e del vino nei quali, secondo la fede cristiana, sono presenti il corpo e il sangue di Cristo. Con il termine *eucaristia* si indicano anche questo pane e vino.
- fonte battesimale: Il fonte battesimale è un bacino o recipiente con acqua benedetta, utilizzato nelle chiese cristiane per il sacramento del battesimo. Contiene l’acqua benedetta con la quale la persona viene battezzata e, mediante il battesimo, diventa cristiana.
- aspersorio: L’aspersorio (dal latino *aspergere*, aspergere) è un recipiente portatile per l’acqua benedetta, nel quale si immerge l’aspersorio (*aspergil*) durante la benedizione con l’acqua santa nella Chiesa cattolica romana. In senso esteso può indicare anche l’acquasantiera. La persona che porta l’aspersorio si chiama *asperferario*.